La cravatta: accessorio da sfoggiare o da lasciare nell'armadio?

La cravatta è l’accessorio maschile per eccellenza: da sempre indossata in contesti formali, professionali ed eleganti, negli ultimi anni è stata molto sdrammatizzata diventando spesso un complemento facoltativo.


Storia della cravatta


Il primo antenato della cravatta risale addirittura all’epoca romana. Una striscia di stoffa legata al collo proteggeva all’occorrenza naso e bocca dei legionari romani durante le marce su terreni sterrati.

Altri esemplari, più simili alle cravatte d’oggi, sono quelli indossati dai mercenari croati nell’esercito francese durante la Guerra dei trent’anni (1618-1648). Era, niente di meno, quello che divenne poi il classico foulard alla parigina. E siccome in francese croati è croates, quel pezzo di stoffa fu chiamato cravate, in italiano cravatta.

Fu poi Luigi XIV ad indossarla, come accessorio di moda della nobiltà francese: un nuovo complemento d’abbigliamento che differenziava la classe sociale più alta da quella più bassa. Ancora oggi la cravatta si indossa per dare al proprio outfit un tono classico, formale, elegante.

La paternità della moderna cravatta va però al sarto newyorkese Jesse Langsdorft, che fu il primo a concepire e confezionare l’angolo di 45° come lo conosciamo oggi. Agli inizi del ‘900 continuava ad essere indossata dal ceto emergente, con una certa disponibilità economica e che voleva sottolineare la propria scalata sociale. La cravatta divenne un vero e proprio status symbol.


La cravatta regimental


La cravatta regimental – cioè con una fantasia a una o più righe -, meriterebbe una storia a parte. In questa sede ci basti sapere che in base al numero di righe, al colore e alla dimensione può identificare un gruppo di appartenenza (come un college, un’università, un gruppo politico). Fate attenzione quando viaggiate per lavoro: questo accessorio potrebbe essere anche un simbolo culturale a seconda del Paese.


Tessuti per la cravatta


Più il tessuto scelto è prezioso, più la cravatta sarà di valore. La cravatta per eccellenza, quella da abito da cerimonia per intenderci, è in 100% seta. Può capitare che la troviate anche in lana e lana e lino. In queste ultime varianti il tono che il tessuto conferisce all’accessorio è più casual, ma sempre raffinato e chic.


Quale cravatta indossare? Stile e tipologia per ogni occasione


La cravatta più classica è quella con una larghezza di 8 cm: la cravatta come siamo più soliti intenderla. Ogni uomo l’ha indossata almeno una volta a completamento di un abito da cerimonia, in occasione di una ricorrenza o di un importante impegno di lavoro.

La versione ristretta, anche detta young, è la soluzione più casual e, appunto, più adatta per una fascia d’eta più giovane. La larghezza è dimezzata a 4,5 cm e viene per lo più indossata nella quotidianità, per completare un’outfit spezzato. Indossala per esempio con dei pantaloni modello chino, un blazer e una camicia tinta unita se la cravatta è in tessuto fantasia; una camicia a righine se la cravatta è monochrome.

La cravatta nella versione sfoderata è così leggera da sembrare un foulard. All’interno ha infatti una piccola teletta di cotone che copre le cuciture, ma senza appesantire. Anche in questo caso suggeriamo di accostarla ad un outfit più casual che elegante: un tocco di raffinatezza in una classica giornata di lavoro e nel tempo libero.

Il modello Sette Pieghe è la cravatta più chic, per outfit molto curati. Il tessuto, una volta tagliato nei pezzi che la compongono, e prima della cucitura finale, viene ripiegato più volte su se stesso (da qui il nome “sette pieghe”). Il risultato finale è una cravatta più spessa e consistente: l’accessorio diventa protagonista del look. Da indossare in contesti raffinati, in cui è richiesto un dress code elegante.


La cravatta a maglia la troverete quasi sempre in tinta unita. La riconoscete perché è stretta e con l’estremità quadrata. Il consiglio è di indossarla in ambiti abbastanza informali, con una giacca casual. Come per la cravatta young si adatta di più a completare uno stile giovane e contemporaneo.


La cravatta: errori ricorrenti


La scelta della cravatta giusta da indossare non è così banale. Evita di indossarla dello stesso colore della camicia: se non ne hai a disposizione di tante tonalità e fantasie è meglio lasciarla nell’armadio scongiurando un antiestetico tone sur tone. Per le occasioni più formali, come può essere un importante business meet, scegli colori tenui e fantasie poco vistose. Ricorda infine che la cravatta in tinta unita andrebbe portata solo con abiti da cerimonia: anche in questo caso si consiglia di scegliere colori non troppo vivaci.


In generale, tieni a mente che la cravatta ancora oggi è un accessorio che ha il suo valore: conferisce all’outfit una certa ricercatezza, una dose di eleganza che non può passare inosservata. Indossala solo in occasioni in cui sei sicuro di non risultare fuori luogo e in cui non corri il rischio di mettere a disagio le persone che potrebbero vestire un outfit più sportivo.


Fun fact: il 18 ottobre si festeggia la Giornata Internazionale della Cravatta in Croazia e in varie città del mondo, come Dublino, Tubinga, Como, Tokyo, Sydney e altre